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prepararsi alla mortePrepararsi alla morte(Prepararsi a "passare oltre")
Il minimo che si possa dire è che un titolo simile: "Prepararsi alla morte", faccia "uno strano effetto" a molta gente oggi. Oggi non si parla volentieri della morte (benché le cronache ne siano ogni giorno piene) e poi, dalla nostra propria morte, è un pensiero che si tende ad allontanare dalla propria consapevolezza, salvo ad "esorcizzarlo" con pratiche superstiziose... Dato che, però, la vita è molto incerta per tutti anche oggi (basta poco per vedercela togliere a causa di incidenti e malattie), sarebbe solo saggio pensarci mentre ne abbiamo la possibilità e prepararci. Benché priva di una qualsivoglia speranza la psicologia contemporanea prepara alla morte. Altri si compiacciono delle loro infondate fantasie sulla vita dopo la morte. I cristiani, però, fondando la loro sapienza sulla rivelazione di Dio in Gesù Cristo, possono non solo avere "intelligenza" sulla morte e sull'aldilà , ma anche, finché ne sono in tempo, preparano il loro futuro dopo la morte disponendosi a fare quei passi che l'Evangelo richiede per poter essere salvati dalle tragiche conseguenze temporali ed eterne di ciò che Dio considera peccato.
In ogni caso i nostri antenati nella fede cristiana riformata erano più saggi di noi e si preparavano alla morte. Ecco perché desidero qui riproporvi ciò che Luigi Baily (Lewis Bayly, nato nel 1631), ardente puritano, scrive al riguardo nella "Pratica di pietà " (1613).
(altri testi seguiranno) |
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