prepararsi alla morte

Page history last edited by Paolo Castellina 2 yrs ago

Prepararsi alla morte

(Prepararsi a "passare oltre")

 

Il minimo che si possa dire è che un titolo simile: "Prepararsi alla morte", faccia "uno strano effetto" a molta gente oggi. Oggi non si parla volentieri della morte (benché le cronache ne siano ogni giorno piene) e poi, dalla nostra propria morte, è un pensiero che si tende ad allontanare dalla propria consapevolezza, salvo ad "esorcizzarlo" con pratiche superstiziose... Dato che, però, la vita è molto incerta per tutti anche oggi (basta poco per vedercela togliere a causa di incidenti e malattie), sarebbe solo saggio pensarci mentre ne abbiamo la possibilità e prepararci. Benché priva di una qualsivoglia speranza la psicologia contemporanea prepara alla morte. Altri si compiacciono delle loro infondate fantasie sulla vita dopo la morte. I cristiani, però, fondando la loro sapienza sulla rivelazione di Dio in Gesù Cristo, possono non solo avere "intelligenza" sulla morte e sull'aldilà, ma anche, finché ne sono in tempo, preparano il loro futuro dopo la morte disponendosi a fare quei passi che l'Evangelo richiede per poter essere salvati dalle tragiche conseguenze temporali ed eterne di ciò che Dio considera peccato.

 

In ogni caso i nostri antenati nella fede cristiana riformata erano più saggi di noi e si preparavano alla morte. Ecco perché desidero qui riproporvi ciò che Luigi Baily (Lewis Bayly, nato nel 1631), ardente puritano, scrive al riguardo nella "Pratica di pietà" (1613).

 

 

(altri testi seguiranno)

Comments (0)

You don't have permission to comment on this page.