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Confessare Cristo davanti agli uomini

Page history last edited by Paolo E. Castellina 12 years, 4 months ago

23 Luglio

CONFESSARE CRISTO DAVANTI AGLI UOMINI

"Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli" (Matteo 10:32).

Affermare i sovrani diritti di Dio in questo mondo e riportare alla pace e alla comunione con Lui uomini e donne è l'obiettivo ultimo della proclamazione dell'Evangelo di Cristo. Come popolo eletto di Dio e Suoi ambasciatori, la nostra testimonianza in Suo favore deve essere sempre chiara e ferma, qualunque ne sia il prezzo da pagare, che spesso è disprezzo e sofferenza. Non c'è nulla che meglio possa fare crescere la nostra fede e devozione verso Cristo che la costante nostra testimonianza per Lui. L'avanzare del Regno di Dio è determinato non tanto e non solo da bei sermoni e dalla missione organizzata, ma dal fatto che ciascuno di noi sia sempre pronto a dire al suo prossimo: "Conosci il Signore!".

Dobbiamo cominciare dai nostri familiari. È la testimonianza e confessione di Andrea che portano Simon Pietro a Gesù (Giovanni 1:40-42). Certo, Iddio aveva già determinato ogni cosa, ma Egli sceglie di operare attraverso l'intervento umano. Egli ci vuole attivamente coinvolti nella Sua opera tanto da poter anche dire che non ci sarebbe stato nella chiesa alcun Pietro senza l'intervento di suo fratello Andrea. La realtà si muove sempre a due livelli interconnessi, quello divino e quello umano. Si può guardare alle cose secondo la prospettiva di Dio o secondo la prospettiva umana, ma non si tratta mai di due livelli indipendenti l'uno all'altro, benché, ovviamente, quello di Dio sia sempre il più importante.

Dobbiamo confessare Cristo ai nostri amici più vicini. Filippo trova Natanaele. I nostri amici si attendono che noi condividiamo con loro i nostri pensieri interiori ed esperienze. Talvolta la nostra testimonianza non è fatta che con poche parole: "Abbiamo trovato il Cristo", ma quando portiamo a cristo coloro che amiamo, Lo troveremo sempre disposto a venire incontro alla nostra buona volontà con il suo potente aiuto. Guardate in che modo accoglie Pietro, oppure come legge il carattere di Natanaele.

La nostra personale testimonianza resa a Cristo è preziosissima. Ricordate come quella donna samaritana avesse portato ai piedi di Gesù l'intero suo villaggio? Dopo aver incontrato Gesù, stupefatta di quanto questo "straniero" la conoscesse bene e di quanto Egli fosse stato disposto, a differenza di chiunque altro, ad occuparsi proprio di lei, non può fare a meno di raccontare quanto le era successo ed attirare l'attenzione di tutti su questo "fatto straordinario". Dopo essere venuti anch'essi a conoscere Gesù, essi lo accolgono non più sulla base di ciò che la donna aveva detto, ma fanno di Gesù un'esperienza personale. Un grande esempio questo di strumentalità umana. Dio si avvale della testimonianza come trampolino di lancio per la Sua opera meravigliosa.

Un famoso evangelista affermava di aver l'abitudine di parlare ogni giorno di Cristo almeno ad una persona. Se qualcuno pensa che questa sia un'abitudine atta a diventare meccanica ed indifferente, non è così, perché ogni qual volta parliamo di Cristo ad una persona, questa diventa sempre un'esperienza unica e radiante. Non bisogna necessariamente sempre condire i nostri discorsi con la fraseologia religiosa, ma non ci dev'essere in noi alcun tentativo di coprire la luce che c'è in noi. "Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli»" (Matteo 5:14-16). Egli ci farà "comparire davanti alla sua gloria irreprensibili e con grande gioia" (Giuda 24).

Quale grande onore sarà conferito da Cristo a chi non ha avuto dimore di confessarlo davanti agli uomini. "Certa è quest'affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; se lo rinnegheremo anch'egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso" (2 Timoteo 2:11-13).

PREGHIERA

Che noi si possa così rappresentare Cristo, il nostro Signore, in questo mondo, tanto che molti giungano ad amarlo dopo aver visto in noi la Sua somiglianza. Amen.

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