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La perfezione di Cristo

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30 Marzo

LA PERFEZIONE DI CRISTO

"Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì, e, reso perfetto, divenne autore di salvezza eterna per tutti coloro che gli ubbidiscono" (Ebrei 5:8.9).

Per la lunga e ripida ascesa della vita, Dio, nostro Padre, ci ha dato un Compagno, un Capitano che ci precede nella marcia, un Fratello: Gesù, nostro Signore, che è passato attraverso la sofferenza della morte ed è ora coronato di gloria e d'onore ["...vediamo coronato di gloria e d'onore per la morte che sofferse, Gesù, che è stato fatto per un po' di tempo inferiore agli angeli, affinché per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti. Conveniva infatti a colui, per il quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, nel portare molti figli alla gloria, di rendere perfetto per mezzo di sofferenze l'autore della salvezza. Infatti colui che santifica e quelli che sono santificati provengono tutti da uno per questo motivo egli non si vergogna di chiamarli fratelli" (Ebrei 2:9-11). Egli è passato sul nostro stesso sentiero, è salito per la stessa nostra via, affinché diventasse il nostro misericordioso e fedele Amico ed Aiuto. In questo senso Egli è stato "reso perfetto", diventando, per tutti coloro che Gli ubbidiscono, Autore di eterna salvezza.

Per quanto riguarda la Sua natura, è impossibile che Egli fosse altro che perfetto. In Lui dimorava tutta la pienezza della natura divina senza alcuna diminuzione. Dato però che i figli condividono la carne ed il sangue dei loro genitori, così pure Lui: era necessario che in ogni cosa fosse reso simile ai Suoi fratelli. A ciascuno di noi Egli dice: "Ho calcato il sentiero prima di te e ne conosco ogni centimetro". Cristo è il Grancuore, il Compagno di ogni anima pellegrina.

Se però dobbiamo camminare con Lui e partecipare all'eterna Sua salvezza, anche noi dobbiamo apprendere ad ubbidire. Questa è la lezione che la natura insegna allo scienziato. Egli deve essere esatto, minuto, micoscopico nella sua attenzione ed ubbidienza ai dettagli. Se fallisse anche in un solo minuto punto, i suoi progetti meglio concepiti ed esperimenti fallirebbero. Esatta ubbidienza è necessaria all'ingeniere. La più piccola negligenza farebbe inceppare la più grande macchina che l'umana ingeniosità inventasse. E' però nella sfera spirituale che la disubbidienza causa le catastrofi più grandi. Dobbiamo imparare ad ubbidire, persino nel buio. Non ci è lecito replicare o mettere in questione ciò che Dio ha disposto per noi. Egli spesso ci priva della conoscenza delle Sue ragioni ed esige la nostra ubbidienza.

La forza per ubbidire ce la dà Lui. Un angelo dal cielo era apparso per dare forza a Cristo, ed a ciascuno di noi che calchi sentieri oscuri e duri, pure quell'angelo interviene. Non conoscerai, però, quell'angelo finché non avrai raggiunto il tuo Getsemani. E' proprio perché il Signore aveva appreso queste cose per esperienza che Egli è stato reso perfetto per impartire eterna salvezza.

PREGHIERA

Eterno Salvatore, che conosci ogni pass del difficile sentiero della vita, veniamo a Te per trovare in Te il nostro aiuto misericordioso. Mettici in grado, Te ne preghiamo, di ubbidire ad ogni Tuo cenno, ed in ogni ora della nostra debolezza mortale e paura Tu stai accanto a noi come nostro aiuto sempre presente. Amen.

 

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