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La piena sufficienza di Cristo

Page history last edited by PBworks 12 years, 7 months ago

La piena sufficienza di Cristo

 

"Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine», dice il Signore «che è, che era e che ha da venire, l'Onnipotente" (Apocalisse 1:8).

 

Com'è noto, l'alfa e l'omega sono la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco. Come dire: l'A e la Z. Esse rappresentano tutte le lettere che si trovano nel loro mezzo come racchiuse da una morsa dorata. Quest'annuncio maestoso si riferisce all'eterno Iddio. La Sua natura sta sotto tutto l'universo creato, ogni razza ed essere, l'intera opera di redenzione, il destino dei Suoi figlioli, e la vittoria ultima della giustizia e della pace. "Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen" (Romani 11:36). Uniamoci, per un momento, al canto incessante delle creature celesti che dicono: "Santo, santo, santo è il Signore Dio, l'Onnipotente, che era, che è e che ha da venire!" (Apocalisse 4:8). Non dobbiamo mai affrettarci a comparire alla Sua presenza senza una debita preparazione e un cuore che esprima rispetto e devozione.

 

Gesù Cristo è il Complemento del nostro bisogno. Dall'alfabeto del Suo Essere noi otteniamo tutte le lettere e le parole che possono supplire alle nostre carenze. E' solo questione se noi mai apprenderemo la pienezza di Gesù, consapevoli degli infiniti bisogni della nostra natura e condizione. Potreste assumere una guida in un villaggio alpino, ma non vi renderete mai conto delle qualità che si trovano in lui se non quando avrete, con lui, attraversato ghiacciai, superato precipizi ed evitato valanghe, e tutto questo attraverso la sua conoscenza e cura. E' così che noi, camminando con Cristo, troviamo come davvero Egli sia complemento del nostro bisogno.

 

La solitudine è un'opportunità per Gesù di farsi conoscere come il Vivente: "Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi: «Non temere! Io sono il primo e l'ultimo, e il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli, amen; e ho le chiavi della morte e dell'Ades" (Apocalisse 1:17,18). Quando, come l'apostolo che Gesù particolarmente amava, nel giorno del Signore, su quell'isola solitaria, sembrate udire canti e preghiere ai quali solo potete unirvi in spirito, volgetevi al Signore stesso, e contate su di Lui per farvi compagnia. La vostra solitudine troverà in Lui il suo conforto. Invocate il Suo nome quando siete in una profonda prigione. Egli non nasconderà il suo orecchio quando udrà il vostro grido. Egli si avvicinerà a voi nel giorno del vostro bisogno, e vi dirà: "Non abbiate paura!". Egli difenderà la causa della vostra anima, Egli redimerà la vostra vita. Il sito dove il martire Policarpo era stato ucciso è ancora visibile nella costiera di Smirne. Gesù, però, era là con lui, e gli dava la forza per essere fedele fino alla morte, coronandolo con la Corona della vita. Sii fedele fino alla morte. Il Primo e l'Ultimo è con te. "Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, non temerei alcun male perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga sono quelli che mi consolano" (Salmo 23:4).

 

Preghiera. Sii Tu, o Signore, l'Alfa e l'Omega di ogni anno, mese, giorno, ora e atto della mia vita. Che pgni cosa inizi, continui e finisca solo in Te. Amen.

 

Da "Our Daily Walk - Daily Meditations and a Prayer for Each Day By F.B. Meyer", 20 gennaio.

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