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Ne vale sempre la pena

Page history last edited by Paolo E. Castellina 4 weeks, 1 day ago

 

 

Ne vale sempre la pena!

 

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Continuare a fare del bene anche a chi sappiamo ci ha fatto del male (o persino continua a farlo alle nostre spalle) il mondo lo considera "proprio da stupidi". Quel che il mondo, però, consiglia o sconsiglia di fare, per quanto "logico" possa sembrare, è spesso in netta contrapposizione al comportamento che ci insegna la Parola dell'Evangelo, della cui maggior sapienza il cristiano non dovrebbe mai dubitare. Ecco che cosa ci dice di fare l'Apostolo in Galati 6:9-10.

 

"E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l'occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede" (Galati 6:9-10).

 

Crescere nella qualità dei nostri rapporti con i nostri fratelli e sorelle in fede, non è cosa che accada automaticamente: è necessario impegno e determinazione, soprattutto quando questi rapporti sono stati rovinati dagli "incidenti" di comportamenti pregiudizievoli. Capita anche nelle comunità cristiane, come testimonia il Nuovo Testamento stesso. E' per questo che l'Apostolo incoraggia qui i cristiani della Galazia nella perseveranza a fare il bene e ad edificare comunione anche se talvolta possa appare difficile. Che anche nelle comunità cristiane antiche "se ne vedessero di tutti colori", non dovrebbe sorprenderci. Non dobbiamo idealizzarle! La realtà umana è così: l'importantè è che venga curata nel modo che il Signore stesso ci indica!

 

Lo "sforzo" e l'impegno nel fare il bene i cui qui si parla, non è in contraddizione alla prospettiva della "sola fede" né la pregiudica. Qui, infatti, non si sta parlando della nostra salvezza eterna (che è opera e merito soltanto di Cristo e che la si riceve per fede). Qui si parla del credente che, riconciliato con Dio, esprime la propria riconoscenza verso di Lui, impegnandosi a vivere in modo a Lui gradito manifestando così i frutti dello Spirito, fra i quali vi è la benevolenza e la bontà. Il credente fa uso di questi "frutti" e "li condivide" con gioia affinché la loro bontà sia sempre meglio apprezzata e possano nutrire i singoli e la comunità. In ogni caso, la fede è autentica quando opera per mezzo dell'amore (5:6) e nell'impegno di servirsi reciprocamente (5:13) e di portare i fardelli l'uno dell'altro (6:2).

 

Uno dei più grandi ostacoli nel ricostruire rapporti compromessi è semplicemente la fatica: è facile perdersi di coraggio e credere che, in alcune circostanze, non ne valga la pena! Paolo stesso era stato tentato, proprio in questa circostanza, dallo scoraggiamento: "Io temo di essermi affaticato invano per voi" (4:11). Dovremmo gettare la spugna? No.

 

In primo luogo egli ci assicura che "se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo" (6:9). In agricoltura il raccolto avviene molto tempo dopo la semina! Il bene che facciamo non è mai sprecato. Potrebbe portare frutto anche dopo la nostra stessa scomparsa e certamente l'avrà al ritorno di Cristo, quando il bene trionferà incontrastato ed i Suoi servitori ne avranno la ricompensa.

 

In secondo luogo, Paolo motiva la perseveranza rammentandoci che siamo parte di una grande famiglia, quella dei "fratelli in fede" (10). Sebbene non vi sia limite nel raggio d'azione del cristiano quando è chiamato a fare il bene, cioè a tutti indistintamente, la nostra priorità è certamente quella di servire la famiglia dei credenti, la comunità cristiana, "avamposto" della nuova creazione. Il cristiano non teme le priorità (indicate dalla stessa Parola di Dio): prima la nostra famiglia diretta, poi la comunità cristiana, poi tutti gli altri.

 

Tutti i cristiani sono "figli di Abraamo" per fede in Cristo, progenie di Abraamo (3:6-29). Tutti i cristiani godono pienamente dei diritti che appartengono ai figli di Dio (4:4-7). Tutti i cristiani sono veri figli della "donna libera", la Gerusalemme celeste, "nostra madre" (4:21-31). Queste grandi verità sulla famiglia dei credenti dovrebbero spronarci a non scoraggiarci a fare del bene ai nostri fratelli e sorelle in fede. In quanto famiglia, noi apparteniamo l'uno all'altro perché apparteniamo a Cristo.

 

Preghiera. Che il mio impegno a fare ciò che davanti a Dio è bene sia incrollabile. In questo, aiutami, o Signore. Che io non mi scoraggi anche quando sembra che per questo io non sia apprezzato. Dammi la ferma persuasione che il bene che faccio non è mai sprecato e che prima o poi sarà ricompensato dal successo. Amen.

 

Domenica 17 Novembre 2019 - 23ma domenica dopo Pentecoste

 

Letture bibliche: Isaia 65:17-25; Salmo 98; 2 Tessalonicesi 3:6-13; Luca 21:5-19

 

Preghiera: Signore benedetto, che hai fatto sì che le tutte le Scritture sante fossero scritte per nostra istruzione: concedici di poterle udire, leggere, annotarle, apprenderle, e digerirle, affinché noi ci atteniamo sempre alla beata speranza della vita eterna, che tu ci hai dato nel nostro Salvatore Gesù Cristo; che vive e regna con te e con lo Spirito Santo, un solo Dio, ora e per sempre. Amen.

 

 

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