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Vittoria trionfante in Cristo

Page history last edited by Paolo E. Castellina 10 years, 11 months ago

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Vittoria trionfante in Cristo

 

54 “Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: «La morte è stata sommersa nella vittoria». 55 «O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?» 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; 57 ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. 58 Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (1 Corinzi 15:54-58).

 

La morte è stata rappresentata come una terrificante figura incappucciata con una falce in mano, beffarda e sicura che non le potremo sfuggire in alcun modo, quali ne siano i nostri tentativi: nel momento prefissato colpirà senza alcuna pietà. Qui essa non ha in mano una falce, ma un arco pronta a lanciarci contro un dardo fatale. La sua mira è infallibile: non ci mancherà. La morte ha lo stesso carattere inflessibile e rigorosamente esigente della legge morale a cui Dio ci ha sottoposti. Per quanto furbescamente noi si cerchi di eluderla, la sua logica è ferrea: da essa non si scappa. Basta una sola piccola trasgressione, un solo piccolo peccato e siamo condannati senza appello. “Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti” (Giacomo 2:10). Così come siamo, è impossibile non peccare, è impossibile evitare di essere condannati. “...ma è disumano!”, potremmo replicare. No, è giustizia. La giustizia, la legge, il peccato, la morte sono cose serie! E non sarà certo il nostro pressapochismo, le nostre patetiche giustificazioni, la nostra “allegra tolleranza”, il nostro illuderci che Dio “chiuda un occhio” che ci potranno salvare. “Hai visto, figlio d'uomo? È forse poca cosa ... commettere le abominazioni che commettete qui, ... riempire il paese di violenza, e tornare sempre a provocare la mia ira? .... Anch'io agirò con furore; il mio occhio sarà senza pietà; io non avrò misericordia; per quanto gridino ad alta voce ai miei orecchi, io non darò loro ascolto" (Ezechiele 8:17). Non c'è allora speranza alcuna di salvezza? Non c'è allora modo di sfuggire alla condanna ed alla morte? No, non c'è perdono a buon mercato, ma c'è il Signore e Salvatore Gesù Cristo, la Sua Persona e la Sua opera. La vittoria sulla logica giusta ed inflessibile della legge, del peccato e della morte l'ha conseguita Lui in favore dei Suoi. Lui ha osservato fino in fondo la legge di Dio conseguendo giustizia perfetta e ne fa loro dono; Lui si è preso tutti i nostri loro subendo completamente la condanna che meritano, la giusta ira di Dio; la morte ha tirato su di Lui tutte le frecce avvelenate che toccavano loro e ne è stato trafitto a morte. Soddisfatta così la “sete di giustizia” che abbiamo causato, per la vita che portava in Sé stesso queste frecce se l'è scrollate di dosso ed è tornato a vivere. Ecco così come coloro che sono “in Cristo” condividono la Sua vittoria definitiva sulla logica della legge, sul peccato e sulla morte. Scompaiono così le minacciose nuvole del giusto giudizio di Dio che gravavano sopra di loro e “torna il sereno”. Sì, ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. In Cristo soltanto possiamo trovare perdono, vita e pace per sempre. È per questo che come cristiani possiamo stare saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore, sapendo che la nostra fatica non è vana nel Signore.

 

Preghiera. Signore, mi hai chiamato ad appartenere a Te. Per grazia ora sono dei Tuoi, in vita ed in morte trionferò su ogni avversità. Amen.

 

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