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La funzione del lavoro nei piani di Dio

Di S Scalici
 

Il lavoro è una prescrizione di Dio. Leggiamo in Genesi 2:2: "Pertanto il settimo giorno, DIO terminò l'opera che aveva fatto, e nel settimo giorno si riposò da tutta l'opera che aveva fatto". Genesi 2:15 dice: "L'Eterno DIO prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino dell'Eden perché lo lavorasse e lo custodisse". Il lavoro è normale. Fa parte dell'ordinamento che Dio ha stabilito per l'umanità. Ogni cosa che noi utilizziamo nel lavoro (capacità, intelligenza, esperienza, reputazione) è un dono di Dio che Egli ci permette di usare. L'intenzione originale di Dio per il lavoro è che esso per noi fosse di benedizione.

 

Dispiace che molti considerino il loro lavoro semplicemente come un "dovere" di cui vorrebbero poter fare a meno, qualcosa da farsi solo per ricevere una paga e nulla di più. Passiamo molto più tempo al lavoro di qualunque altra nostra attività, ad eccezione del dormire.

 

In che modo la concezione che Dio ha del lavoro spesso differisce dalla nostra?

 

Il mio lavoro e il guadagno che da esso posso trarre determina il valore che do a me stesso

 

Come cristiani, dobbiamo rammentarci che non è il lavoro che facciamo a definire chi siamo, ma l'atteggiamento con il quale facciamo il nostro lavoro ciò di cui maggiormente Dio si compiace. Talvolta dal lavoro che facciamo riusciamo a guadagnare molto. Sfortunatamente, alcuni cristiani per questo si sentono in colpa. Non c'è ragione, però, di sentirsi in colpa se abbiamo guadagnato quel denaro in modo onesto e rispondente all'etica. Proverbi 14:23 dice: "In ogni fatica c'è un guadagno, ma il parlare ozioso porta solo alla povertà". Dio non aumenta i nostri guadagni per aumentare il nostro tenore di vita, ma per aumentare il nostro donare! Uno dei più grandi rimedi dell'avere molta disponibilità di denaro, è dare via quel denaro. Più si dà, meno dovremo amministrare. Di fatto la disponibilità a offrire le proprie risorse è uno dei modi più grandi in cui il credente distingue la propria concezione del mondo da quella prevalente nel mondo. Alla fin fine, dobbiamo rammentarci che Dio può scegliere di benedirci finanziariamente attraverso la nostra occupazione, ma non possiamo definire noi stessi, "chi siamo", né dal nostro lavoro, né da quanto da esso ricaviamo. Ciò che ci definisce agli occhi di Dio è il modo in cui facciamo il nostro lavoro, cioè per il Suo onore e per la Sua gloria.

 

Il lavoro è un male necessario

 

Per il cristiano il lavoro non può essere considerato "un male necessario", ma è un campo di missione per il quale possiano essere un esempio dell'amore di Cristo e di integrità spirituale. Paolo scrive in Efesini 6:6 "...non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, facendo la volontà di Dio di buon animo". Ciascuno di noi ha una coscienza. La coscienza è il sistema di allarme che Dio ha posto in noi. Seguendola possiamo far si che il nostro carattere cresca ad immagine di Dio. Crescere in questo modo richiede concentrazione e pazienza, attenzione ai dettagli e la capacità di essere perseveranti nel tempo. E' vero che Dio è il vasaio e noi siamo la Sua argilla, ma anche noi siamo, in un altro senso, dei vasai che formano il proprio carattere. Un cristiano sarebbe scandalizzato nel sentirsi accusare di rubare alla ditta presso cui lavoriamo, ma ci sono molti piccoli modi in cui si può rubare ogni giorno. Se uno è pagato per lavorare 40 ore la settimana ma, di fatto, lavora solo 30 ore, egli ha rubato il salario equivalente a 10 ore. Se qualcuno sottrae delle risorse dal proprio ufficio od  officina e non le sostituisce o le ripaga, la sua integrità è venuta meno.

 

 

 

 

Patrick Morley (Man in the Mirror Ministries) says that when we limit our thinking to major matters, we miss the point that to be trustworthy with much, we must first prove trustworthy with little. One thing that has not changed even in our fast-paced society is that relationships are built on trust. The fragile thread of trust upon which relationships depend can be easily broken. Integrity is priceless. It's one of the few things that can't be taken from you. You can only lose it.

My Job Should Always Make Me Happy

There are all sorts of clichés that deal with being satisfied: "the grass is always greener on the other side" is the one that comes to mind first. But, as the pessimist said, it's only greener because they're laying more fertilizer over there. The point is, contentment isn't found in always getting what we want but in always being satisfied with what we have. Sometimes, it isn't your position that makes you happy or unhappy, it's your disposition.

 

That's not to say that we should never find or take a new job. But, before I ever tell anyone to find a new job, I encourage them to earnestly pray about any decision before they make it. They need to discover what it is that God wants them to do. I remind them that they are at their current job for a reason. They may not know what that reason is, but there is a reason. Of course, God may be directing them elsewhere and that is fine, but they need to spend time seeking God's will before making a move.

 

Sometimes I meet people who simply work for awful people and they probably should leave, but I'm a big fan of praying for the people you are working for. More importantly, pray for yourself that you would be the person God wants you to be. Positive people are much more likely to turn their ideas into positive behavior. Positive behavior, in turn, does change circumstances, and nearly always for the better.

 

 


Steve Scalici is the Vice President of Treasure Coast Financial, a financial planning firm in Stuart, FL. He is co-host of God's Money which can be heard weekdays at www.oneplace.com. He can also be reached at his website www.tcfin.com.

 

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